Usi-Cit Puglia - ILVA

ILVA il diritto alla sicurezza sul lavoro dei lavoratori ed il diritto alla salute dell'intera comunità tarantina e, più in generale, dell'area jonica pugliese interessata dal grave inquinamento atmosferico e delle falde acquifere viene prima del profitto e delle contingenze economiche di un paese come l'Italia che svende i diritti dei lavoratori (sicurezza sul lavoro e diritto alla salute) pur di garantire il mantenimento di una produzione altamente obsoleta e inquinante in nome di un principio astratto frutto del mito postsovietico dell'importanza strategica dell'industria pesante. Mito che coniugato in versione "sinistra radicale" assegna all'operaio metallurgico il ruolo guida nella "rivoluzione che verrà!!!
Doppiamente incongrua poi appare la posizione di quanti (a cominciare dalla CGIL di Landini e fino alla richiesta di nazionalizzazione formulata da Giorgio Cremaschi a nome di Potere al popolo) ne chiedono la continuità nel " rispetto" (Landini docet) dell'accordo farlocco perfezionato da Carlo Calenda con ArcelorMittal all'epoca in cui lo stesso Calenda era ministro del lavoro del governo Gentiloni.

A questo proposito ricordiamo e facciamo nostra le osservazioni e le proposte avanzate dal prof. Alessandro Marescotti che riportiamo nel link in allegato.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10157325890423141&id=790708140

USI-CIT Milano solidale con i popoli in rivolta

Manifestazione in solidarietà con il popolo curdo

Sabato pomeriggio 26 ottobre si è svolto il preannunciato corteo in solidarietà con il popolo curdo, nel Rojava, sotto il pesante attacco da parte del governo turco.

La manifestazione era organizzata dalla Comunità curda, dai centri sociali e dai sindacati di base,  delle realtà del nord Italia.

La manifestazione è partita dalla zona di Palestro (MM) e ha attraversato le vie del centro per poi dirigersi verso il consolato turco in zona “Arco della Pace”. Il corteo era composto da diverse migliaia di partecipanti, gran parte giovani, con la presenza di molte bandiere e striscioni delle Comunità curde, era particolarmente comunicativo e rumoroso, con l’utilizzo anche di pentole, coperchi e altri attrezzi domestici, gridando slogan e interventi dagli autoparlanti di protesta contro Erdogan e di denuncia dell’ingiusta aggressione che sta subendo la popolazione curda. Erano presenti anche compagni anarchici e libertari con le loro bandiere e compagni dell’USI-CIT.

Quando il corteo è giunto nei pressi del consolato turco si è trovato un doppio sbarramento di transenne, ma soprattutto la strada bloccata dai blindati della polizia a protezione del consolato.

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25 Ottobre 2019 - Milano

LA MANIFESTAZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE A MILANO

Il 25 ottobre è stato il giorno dello Sciopero Generale indetto da USI – CIT , CUB, SGB, SI Cobas.

A Milano si è svolto un corteo che è partito da Largo Cairoli, piazza Castello, per andare ad attraversare i punti più significativi del centro, passando per piazza della Scala, per piazza Duomo, attraversare la via dove risiede la Confindustria, percorrere via Larga fino a terminare in piazza Fontana. Molte le categorie del lavoro rappresentate attraverso i vari striscioni, diversi i lavoratori della logistica presenti, seguiti dai Comitati per le case, dall’Unione Inquilini, dai precari, dalle aree sociali e di rappresentanze studentesche. C’era anche una delegazione numerosa da parte dei curdi, posizionati nelle prime posizioni, per meglio evidenziare l’importanza della solidarietà verso chi sta subendo un vergognoso attacco da parte del governo repressivo della Turchia di Erdogan.

Come USI-CIT abbiamo messo lo striscione dell’Unione Sindacale Italiana nella fiancata del Camion che apriva il corteo ed eravamo presenti nello spezzone rosso/nero con le nostre bandiere assieme ai compagni della Federazione Anarchica e di area libertaria. Abbiamo distribuito nel corteo e lungo il percorso un volantino della sezione Milanese che evidenziava le nostre ragioni  dello sciopero, veniva anche distribuito Lotta di Classe, il giornale dell’USI uscito proprio per questa occasione.

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Comunicato Segreteria Nazionale Usi-Cit

SOLIDALI COI POPOLI IN RIVOLTA

 

Da decenni assistiamo con poca sorpresa e molta rabbia all'implosione del sistema economico e politico mondiale. Che siano regimi teocratici o dittatoriali, che siano democrazie liberali o supposte tali, ovunque la storia, invece di essere "terminata", ripropone scenari di conflitto e repressione violenta. 

Negli ultimi mesi, uno degli epicentri della rivolta popolare sono i paesi latino-americani: in essi, lo scenario è il medesimo, qualunque sia il colore dei regimi in questione: crisi sociale mal gestita da chi governa; repressione spietata delle proteste; gruppi di pochi che, forti del potere economico e politico, si arricchiscono sfacciatamente.

Ovunque il denominatore comune è l'incapacità del sistema economico vigente liberista (sia nell'accezione liberale che in quella fintamente socialista, in realtà due -brutte- facce della stessa medaglia) di assicurare benessere alla popolazione, e la richiesta popolare di maggiore libertà. Ovunque, la risposta è la medesima: repressione durissima nelle piazze, privazione dei più  elementari diritti civili, carcere, morti.

 

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Pensando (anche) al prossimo sciopero del 25 ottobre

IL SENSO DI CIO’ CHE FACCIAMO

Che viviamo tempi grami e difficili lo sappiamo.

Veniamo da un periodo che se è possibile ci ha fatto vedere tutto il peggio: diritti dei lavoratori sempre più attaccati (e non dobbiamo solo ringraziare le destre e i padroni, ma anche le cosiddette “sinistre” (?) coi loro sindacati conniventi); un consenso sempre più evidente per il fascismo, in una narrazione distorta e ignorante di ciò che fu in realtà; cementificazione continua; sfruttamento; sostanziale menefreghismo della più importante questione del momento –la crisi ambientale-, perché profitto e ambientalismo non possono andare d’accordo; massacri nell’indifferenza di centinaia di migliaia di persone (vedi in Kurdistan, in Siria, ecc) ed è normale; il razzismo più becero che gioisce senza alcuna vergogna per la morte di esseri umani.

E’ difficile per noi che abbiamo nel cuore e nel cervello un mondo diverso continuare a sognare e a resistere. Ma non abbiamo alternativa, anche perché non riusciremmo a non farlo.

Sul piano sindacale abbiamo di fronte alcuni nodi importanti, tra cui lo sciopero del 25 ottobre.

Si è molto parlato, nei mesi scorsi, di sciopero “rituale” e ormai stancante. È vero che dopo anni di presenza continua, di sacrifici, di lotte, trovarsi sempre punto e a capo possa dare sensazioni simili, soprattutto facendo riferimento ad un mondo, quello del sindacalismo cosiddetto di base, lacerato e diviso. E’ vero pure che lo sciopero negli ultimi anni è stato svilito con

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BajoPuente - Solidarietà Autogestita Usi-Cit

Solidarietà Autogestita Firenze e USI Careggi nell’ambito del progetto di solidarietà internazionale,  hanno approvato di contribuire, insieme ad altre realtà alla realizzazione del progetto Bajo Puente di Iztapalapa a Città del Messico.

BajoPuente è il nome dell’organizzazione che ha  occupato i sotto ponti di una superstrada, il Circuito Interior, nel quartiere metropoli di Iztapalapa (quasi 2 milioni di abitanti) una delle periferie storicamente più povere e violente di Città del Messico.  Attualmente sono una cinquantina le famiglie e persone sole, bambini, giovani e anziane, in più immigrati dalla provincia e da comunità indigene che vivono in completa autogestione e che sopravvivono in questi oscuri anfratti conquistati alla speculazione immobiliare. Dopo 9 anni di occupazione e resistenza vivono ancora senza diritto alla residenza, con tutti i problemi che ciò comporta. Gli occupanti sono esclusi dai servizi di base come luce e acqua. Come individui sono esclusi e discriminati in qualunque pratica la quale richieda un indirizzo di residenza.

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