24 gennaio: ancora una volta il popolo, ancora una volta la casta, ancora una volta lo stato in Argentina

Federación Obrera de la Región Argentina (FORA), 23/1/2024 Mentre i media della borghesia statale disinformano, ancora una volta chi paga il conto è il popolo che lavora.

Mercoledì 24 gennaio, la FORA parteciperà allo sciopero generale e al corteo multitudinario che si terranno a Buenos Aires. Siamo grati per la partecipazione ai diversi appelli per la mobilitazione anche in diverse città del mondo (Berlino, Madrid, Barcellona, Valencia, Roma, New York). Questo 24 gennaio, noi lavoratori e lavoratrici ci fermiamo e scendiamo in piazza per uno sciopero nazionale, il primo da diversi anni, in una situazione complessa e con danni irreversibili che stanno deteriorando la nostra qualità di vita. Deve essere un movimento di lotta con cui lavoratori e lavoratrici per dimostreranno la loro forza, discostandosi dall’appello dei sindacati burocratici che per lungo tempo si sono tenuti lontani dalla situazione reale del lavoro. Il pacchetto di riforme proposto dalla DNU (Decretos de Necesidad y Urgencia) e dalla legge omnibus mostrano il posto che l’attuale governo intende far occupare ai diversi settori sociali, con lo scopo di ottenere una maggiore libertà di mercato e a vantaggio della casta imprenditoriale, che intende espandere i propri orizzonti e profitti a costo di intensificare lo sfruttamento del lavoro e la perdita del nostro potere d’acquisto. Aumenta l’oppressione e la repressione di coloro che lavorano e si organizzano per difendere ciò che noi, classe operaia, abbiamo difeso negli ultimi tempi. Lo Stato, in quanto strumento dei potenti, non esiste per garantire i diritti sociali degli sfruttati. Pertanto la difesa dei diritti sociali per il benessere economico, politico e culturale rimane esclusivamente nelle mani delle persone sfruttate, dei lavoratori e delle lavoratrici, e la nostra arena di lotta per difendere e fermare ciò che vogliono imporci sono le strade, i posti di lavoro e la loro organizzazione.

Lo Stato non concede nulla, la classe operaia ottiene le sue conquiste e la classe operaia, lottando insieme e resistendo, conserva quelle conquiste sociali, la lotta per quei diritti è un esercizio per raggiungere un’emancipazione dall’attuale realtà economica. Milei, l’attuale presidente, è l’esempio del più grottesco e stantio desiderio borghese di realizzare uno Stato gendarme senza testa, ma con bastoni e pistole. In realtà, non c’è mai stato un cambiamento di paradigma tra i governi precedenti e quello attuale, che ci ha portato a una società con un’altissima percentuale di povertà. Il governo intende criminalizzare la protesta per ridurre al minimo la resistenza al suo processo di disciplinamento sociale. Questo è il momento in cui abbiamo urgente bisogno di ricostituirci in organizzazioni tramite cui prendere decisioni per lottare contro tutti i mali imposti e portare avanti una trasformazione verso nuovi orizzonti che determinino una vita più giusta. Chiediamo la diffusione nelle reti con lo slogan

No alla DNU e alle leggi antioperaie in Argentina

e qualche slogan che faccia appello alla solidarietà internazionale, accompagnato dagli hashtag

 #ABAJOELDNU      #ABAJOLEYOMNIBUS     #QUESEVAYANTODXS

Informazioni più dettagliate in relazione al decreto di emergenza nazionale e alla legge omnibus sono disponibili sul nostro giornale

Organizacion Obrera

Vi saremo grati se ci invierete le immagini o i link delle pubblicazioni alla nostra e-mail in modo da poterle diffondere, affinché i compagni qui presenti sappiano che la solidarietà è stata manifestata nel mondo anarcosindacalista.

LAVORATORI E LAVORATRICI, SCENDETE IN PIAZZA!

NO ALLA DNU, NO ALLE LEGGI ANTIOPERAIE!

SCIOPERO GENERALE FINO A CHE SE NE ANDRANNO!

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