MALA TEMPORA CURRUNT! Da Fabriano (vertenza Merloni) ad Ascoli (Vertenza Manuli) passando per Firenze (vertenza al Careggi)

DUE RIUNIONI A FABRIANO
Ad un anno di distanza dalla attivazione delle procedure straordinarie di amministrazione delle grandi aziende in crisi (cosidetta Legge Marzano) una cappa asfittica sta calando sulla citta’ e sui lavoratori coinvolti dalla “crisi”
Diamo conto, brevemente per carità, di due riunioni alle quali alcuni compagni di Ancona hanno partecipato. Entrambe avevano, nelle intenzioni, la verifica dello stato dell’arte e la ricerca degli strumenti per il rilancio della lotta a Fabriano, tenuto conto del clima asfittico e della cappa dell’indifferenza che sta calando sulla città e i suoi abitanti, i lavoratori della Merloni e dell’indotto, prima di tutto.
La prima, il 25 settembre, di sera, poco numerosa anche se partecipata, si è rivelata di fatto un incontro fra segreterie di partiti dell’area ml, presenti e no nel governo dell’ente locale, quasi tutti lavoratori. Interessante per gli argomenti trattati ma certamente limitata nell’impostazione che in quanto anarcosindacalisti neanche ci sfiora (sintetizzo e banalizzo, ovviamente per limiti di spazio).

Abbiamo tuttavia espresso il nostro parere e abbiamo rin-graziato, comunque, per l’attenzione. Tali iniziative, se rimarranno incentrate solo ed esclu-sivamente in un ottica para istituzionale, difficilmente potranno avere una benché minima possibilità di successo se non all’interno di logica di attacco per la conquista di incarichi isti-tuzionali o nella scalata di posizioni all’interno delle istituzioni stesse. Insomma la solita e logora teoria vetero stalinista dello “agire da partito per costruire il partito”.
La seconda, il pomeriggio del 28 settembre, al C.S.A. “Luigi Fabbri”, calda, colorata, di massa, anche discreta la presenza operaia. Insomma una di quelle cose che fanno bene al cuore, comunque, (terapeutica non foss’altro per il nome del compagno cui è intitolato il col-lettivo) Il limite però, che riteniamo evidenziato anche nell’interventone di Cremaschi invitato come relatore ufficiale, è consistito nell’indicazione di costruire un cartello antiBerlusconi, la solita pippa dell’unità della sinistra, la solita ricerca ossessiva della solidarietà da parte degli enti locali e dei commercianti … (anche qui sintetizzo e banalizzo, per gli ovvi limiti di spa-zio). Diversamente riteniamo che il codice genetico che ci fa riconoscere i nostri fratelli e le nostre sorelle sia l’anticapitalismo, l’antinazionalismo, l’antifascismo e l’antirazzismo e che su questi parametri si possa misurare la lotta e l’unità nella stessa lasciando in mutande chi – come certi settori del sindacato – si è coccolato “Azione Giovani” dentro il corteo di no-vembre 2008 in nome del “Tutti faranno qualcosa per i lavoratori della Merloni”. Timeo da-naos et dona ferentis; questi qui però ti potranno anche regalare il filone di pane da un chilo ma bisogna sempre tenere bene a mente che sono gli eredi di quelli che per avere il pane, avevano istituito la tessera di fascistissima memoria. Non abbiamo parlato (avremmo dovu-to ripetere le stesse cose della sera del 25 settembre e non ne avevamo voglia) ma a-vremmo voluto dire che in un momento come questo, dove le cose languono e tutto sembra ovattato, occorre ricominciare veramente dal basso (ma per sul serio) e tentare di far esplo-dere la contraddizioni ove possibile. Stanare ad esempio l’Ente Locale che vuole dimostrar-si amico o disvelare la carità pelosa e indistinta del cosiddetto ceto medio e dei commer-cianti. Individuare un’obiettivo, uno solo, piccolo piccolo, ma di quelli che fanno reddito im-mediato e fanno venire il gusto alla lotta (ad esempio diritto al lavoro ma anche diritto al sa-pere, quindi gratuità totale per i figli dei lavoratori della Merloni e dell’indotto, dall’asilo nido all’università e almeno 1.000 – 1.500 euro medi che rimarrebbero in tasca. E’ una lotta che incide stabilmente sull’IRPEF dei “contribuenti”, commercianti e indistinti cittadini compresi e obbliga l’Ente Locale non all’erogazione della carità ma di un “servizio” stabile, gratuito e pubblico). Poi si sa l’appetito vien mangiando.

ASCOLI PICENO: IL PRESIDIO MANULI NON HA NESSUN COLORE POLITICO!
Della situazione che sta attraversando il piceno (dalla bonifica del Tron-to al Teramano) avevamo dato conto nei precedenti InfoUSI e sui siti nazionali. La situazione da allora (baldanzosa e foriera di scenari di lot-ta di classe) è un po’ cambiata (e forse non c’eravamo accorti che tutti gli elementi negativi che emergono ora erano presenti fin dall’inizio). Il 19 settembre hanno avuto luogo, contemporaneamente, tre grossi cor-tei operai. L’apoteosi che fa esplodere tutte le contraddizioni e che se-gna un punto di discesa? Fatta la premessa ritorniamo al titolo. “Il pre-sidio non ha nessun colore politico!” Questa è la frase (congiunta ad altre locu-zioni quali “Nè rossi né neri ma solo operai fieri” “Marciare oggi per non marcire domani” “Chi osa vince”) che rintuona ossessiva nei blog e che trova la sua massima applicazione all’interno del Coordinamento dei Lavoratori del Piceno (di cui il presidio Manuli è parte, in-sieme a soggetti “politici” che vanno da quei buontemponi di Rifondazione Comunista a quei gentili poeti di Casa Pound, dagli eruditi mazzieri del Blocco Studentesco alle RSU di alcune fabbriche della zona).
La superficiale apoliticità della lotta ha in realtà permesso (nelle Marche sembra stia di-ventando una consuetudine) ai fascisti di incancrenirsi ben più a fondo nelle pratiche della lotta stessa. Dalla gestione del sito web del presidio Manuli (dove indirizzano le discussioni e scannano i commenti sgraditi), all’organizzazione del corteo (tutti gli striscioni delle varie RSU erano scritti con caratteri che guarda un po richiamavamo l’estetica forzanovista, e sempre fascista era inevitabilmente anche il servizio d’ordine del corteo), dal coordinamento della lotta alla presenza teorica e fisica. Questa pratica ha permesso che si parlasse di lotta apolitica quando in realtà è stata lasciata mano libera all’estro e alle modalità fasciste. Ri-badiamo, la lotta apolitica non esiste. La lotta è assolutamente politica. Fondamentale è che sia anche libera da partiti e sindacati, cioè apartitica ma intrisa di politicità.
L’unità della lotta? Sabato 19 settembre, si sono svolti tre cortei nel Piceno, tutti con il tema centrale del lavoro e la crisi occupazionale della zona. La divisione, tutta politica, era stata preceduta a Roma, i primi di settembre, da incontri separati che avevano visto con-trapposte UGL e SdL da una parte e la triplice dall’altra.
E’ una trappola: da un lato si impone la divisione e si sventola la pericolosità di quest’ulti-ma e, in ragione della stessa l’invito a saltare la barricata dal proprio lato.
Si traccia una linea di divisione e poi ci si lamenta perché in nome dell’unità gli altri passino dalla parte di chi ha tracciato la linea.
Dai blogger intanto… una cosa alquanto pericolosa. Un tizio, (dovrebbe essere un lavora-tore della Manuli), lancia un commosso ringraziamento ai ragazzi di “Sguardo Nobile” di San Benedetto del Tronto che tanto hanno fatto per la riuscita della manifestazione del 19. E questi chi sono? In un link del loro sito compaiono magicamente articoli e materiale pro-dotto da Vincenzo Vinciguerra (ricordate il botto della fiat 500, con le giacche blù dentro, che salta in aria a Peteano? Ricordate la Strage di Stato?) Sfuticchiando in questo merdaio si arriva anche a dei loro amichetti, meglio definiti come “Comunità Politica di Avanguardia”. E anche questi, chi cazzo sono? Il loro referente nazionale per le Marche è nell’estremo pesarese e nel sito circola parecchio materiale dell’iconografia nazista (ricordano i compa-gni di Pesaro, Fano e Val Cesano i covi nazi tra Sassoferrato e Sassocorvaro, le lame sguainate …?). Ma, tenetevi forte, questi sono organizzati anche in “Cellule di lavoratori sindacalisti” (fantasia un po scarsa) e in questa veste hanno partecipato e sostenuto lo sciopero del 12 dicembre!!!!!!!!!!. (carissimi ma non vi ricorda proprio nulla? Che so, se dico Valle Giulia, la cacciata di Lama dall’Università, Lotta di Popolo, Stefano Delle Chiaie, l’Aginter Press, ancora la Strage di Stato e un’anfiteatro di cazzi che non se li strafot-te….)…..
E’ stato giustissimo, per chi ha potuto, partecipare alla manifestazione del 19 settembre ad Ascoli (lo hanno fatto i compagni del Fabbri di Fabriano e del Mezza Canaja ed altri anco-ra), mah … vigilanza compagni ed occhi più che aperti.
Sulla questione Manuli in generale trovate in allegato uno degli articoli presenti sul n. 7 An-no 0 ottobre 2009 di F(r)eccia, Pagine di anarchismo e critica radicale di cui mi sono am-piamente servito per questo scritto.

Firenze: Aggressione agli
anarcosindacalisti del Careggi
In due parole :
Il 29.9.2009, al Careggi, c’erano l’USI e i Cobas a fare un banchino nel quale distribuivano materiale sul contratto integrativo della Sanità e sul decreto brunetta. Il rappresentante delle RdB è partito lancia in resta contro chi ha osato, senza la sua supervisione, solo esistere ed ha così investito con la macchina il banchino dell’USI. E’ poi uscito dal mezzo brandendo un coltello col quale ha minacciato i presenti, uno dei quali lo ha subitamente ridimensiona-to e riportato in sé come si fa con i monelli un po’ troppo vivaci. Dopo un bel po’ di tempo sono arrivati i carabinieri chiamati dallo stesso demente, nel tentativo di passare per l’aggredito. Gli hanno perquisito la macchina recuperando il coltello che l’astuto aveva na-scosto in auto. Azienda e aggressore intanto si appartavano e concordano una versione comune (non è mancata l’occasione per fare un po’ di vittimismo e darsi un po’ di leccatine che non fanno mai male per mantenere buone certe inconfessabili relazioni sindacali) men-tre la macchina del demente era ancora parcheggiata sul banchino dell’USI. Oltre a pazienti e dipendenti che hanno fornito testimonianza contraria a quella del senescente RdB si è formato un crocchio rumoroso di soggetti che godevano della nuova performance del “patto di base”. Noi un po meno, e non per le ferite!
Forse le prove generali di una quota del sindacalismo di base, in vista del cartello elettora-le per le regionali del prossimo anno, forse l’ictus momentaneo di qualcuno forse …una nuova strategia sindacale che dalla strada si sposta nelle aule dei tribunali [cfr. Allegato “vicendaRdB-CUB.zip”]. Recentemente infatti la RdB si è rivolta al Tribunale di Milano per ottenere (e l’ha ottenuto) che la convocazione dell’Assemblea nazionale da parte del Coordinamento nazionale del 6 maggio 2009 ad opera dei tre coordinatori – Montagnoli, Scarinzi, Tiboni [la CUB insomma] – fosse dichiarata illegittima. Alla RdB che ha recente-mente convocato i suoi stati generali per il sindacalismo di base lasciamo la pia illusione espressa da Pierpaolo Leonardi “Sbaglierebbe chi credesse a una semplice sommatoria di sigle sindacali di base…” mentre registriamo che a tutt’oggi neanche una virgola da parte della stessa sulla vicenda Careggi.
E la cosiddetta anima libertaria della RdB (se non sbaglio dovrebbe essere la CUB, quale delle tre boh!…) dove cazzo sta! Che dice? Che fa? Andrebbe fatta anche una bella analisi sul matrimonio CUB e RdB durato così a lungo (e naufragato solo per questioni di gestione dei poteri interni?) e a cui hanno partecipato così tanti libertari. Solo ora si scopre cosa sono le RdB? E la CUB quanto nella sostanza è così diversa? E i libertari dentro questi sindacati che facevano in tutti questi anni? Per quello che so io (quelli che non uscivano) si allinea-vano senza fare tante storie (e qualcuno sedeva e siede tutt’ora alla destra del capo…..).
Io mi alzo da 35 anni tutte le mattine per andare a lavorare (anche se vorrei essere da un’altra parte) e sono affiliato ad un sindacato diciamo libertario (così mettiamo tutti d’accordo) che non ha né distaccati, né funzionari pagati e vado fiero della circostanza di non ricordare neanche i nomi dei segretari che si sono succeduti negli ultimi sei anni. Da qualche altra parte, parlare di imperatori è poco!
In allegato un file compresso contenente tutto il materiale ufficiale in circolazione fino ad oggi sulla vicenda del Careggi. [cfr. Allegato “vicendaCareggi.zip”]
Nicola USI Ancona

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