Non si può morire a causa di un picchetto solidale!

RABBIA DI CLASSE

Nell’Italia del jobs act e della continua erosione dei diritti dei lavoratori Abd Elsalam Ahmed Eldanf, un lavoratore di 53 anni padre di 5 figli, nella tarda sera del 14 settembre si trova davanti il magazzino GLS di Piacenza dove lavora, è lì per lottare in solidarietà di alcuni suoi colleghi.

Abd Elsalam Ahmed Eldanf non era direttamente interessato dalla protesta in corso era lì per una motivazione molto più umana del suo personale interesse: la lotta in solidarietà di altri lavoratori.
Abd Elsalam Ahmed Eldanf è stato ucciso da un camion che ha forzato il presidio di quei lavoratori. Un camion guidato da un lavoratore che, stando alle prime ricostruzioni, è stato incitato a forzare il presidio da un dirigente della GLS, che ha così ucciso Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ferito un altro lavoratore.
Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abd Elsalam Ahmed Eldanf e ai compagni di lotta.
Vogliamo sottolineare la distanza abissale tra due condotte: la solidarietà di classe espressa da Abd Elsalam Ahmed Eldanf e l’imbarbarimento di un altro lavoratore che guida il camion, incitato o meno, contro degli altri lavoratori.
Ciò detto sappiamo che i colpevoli non sono solo il dirigente della GLS e il camionista i responsabili sono gli autori di tutte quelle leggi che ogni giorno di più riducono i diritti dei lavoratori, ne precarizzano il posto di lavoro rendendo tutti sempre più soggetti a ricatti occupazionali.
La GLS è sicuramente responsabile di quanto accaduto, ma non l’unica. Ogni legge che comprime i diritti dei lavoratori è colpevole.
Rilanciamo la solidarietà di classe che ci renderà più umani contro l’imbarbarimento di chi scaglia un camion contro dei lavoratori.

la segreteria nazionale USI-AIT

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