LA MANIFESTAZIONE DEL 25 APRILE A MILANO
La manifestazione che tutti gli anni nel 25 aprile si celebra a Milano quest’anno ha festeggiato l’80° della Liberazione, per cui è stata particolarmente partecipata con una presenza forse di 80 mila partecipanti. Il tragitto da Porta Venezia a piazza del Duomo, dove si svolge la cerimonia ufficiale, ha durato ore ed ore, muovendosi lentamente per l’afflusso dei manifestanti. Quattro fermate della metropolitana sono state soppresse per ostacolare le contestazioni. Molti i carri presenti dei vari raggruppamenti, con musiche ed interventi, molti gli striscioni e le bandiere, molti cartelli, tanti gli slogan, tantissime le bandiere dei palestinesi all’interno del corteo. I temi più evidenziati sono stati contro la guerra, contro il fascismo, contro il Decreto Sicurezza, per il cessate il fuoco in Palestina.



Le associazioni palestinesi si sono divise in due: una parte posizionata nel corteo, un’altra, su proposta dei giovani palestinesi sostenuti da un’area antagonista, si sono posti l’ obbiettivo di mettersi alla testa del corteo, per poi contrattare una posizione dietro le associazioni dell’ANPI, dove sono confluiti molti partecipanti, e anche dietro le associazioni ACLI.
I compagni di USI CIT si sono posizionati con la CUB e il Sial Cobas in uno spezzone del lavoro. Avendo stampato dei volantini con la scritta Wonted, con sotto l’immagine di Netanyahu che riporta l’accusa della Corte Internazionale di crimini di guerra e contro l’umanità, venivano distribuiti con successo, molto fotografati, con l’invito a ciascuno di scegliere un muro su cui affiggere, anche utilizzando lo scoch.
Stiamo attraversando un periodo buio, in cui i vari governi non fanno altro che parlare di guerre , di riarmo e di spese militari, sotto la spinta delle lobby dei fabbricanti di armi. Un clima che è un terreno fertile per l’espansione dell’estrema destra nazifascista come sta avvenendo. La Resistenza tradita, dove era forte il sentimento di una nuova società liberata anche dallo sfruttamento contro ad un padronato complice del fascismo, ha avuto come conseguenza che oggi ci troviamo un governo di ex-missini, post-fascisti, che promuovono leggi, come il Decreto Sicurezza, per attuare uno Stato di polizia e reprimere le lotte rivendicative.
Enrico







