Terzo Congresso della Confederazione Internazionale del Lavoro

Dal 25 al 27 settembre 2026, a Massenzatico, nel comune di Reggio Emilia, si svolgerà il terzo Congresso della Confederazione Internazionale del Lavoro (CIT in castigliano, ICL in inglese), cui aderiscono i principali sindacati libertari del mondo.
Si tratta, questa volta, di un Congresso straordinario: dopo i due Congressi ordinari che lo hanno preceduto (Parma 2018 e Hannover 2023) la CIT-ICL ha infatti ritenuto opportuno dar vita a una scadenza più ravvicinata, finalizzata a intervenire con maggior efficacia nel mondo del lavoro (e non solo). All’appuntamento saranno presenti delegati e delegate della CNT spagnola, della CNT francese, della FAU tedesca, della FORA argentina, della IP polacca, della IWW nordamericana, della IWW britannica, dell’USI italiana e, in remoto, della FGWM birmana e della FOB brasiliana.
L’ordine del giorno è incentrato sui meccanismi decisionali della CIT-ICL, che si cercherà di rendere più agili e, nel contempo, più partecipati (cosa non facile da realizzare), ma anche sul funzionamento dei “gruppi di lavoro”. Questi ultimi, che con la loro attività hanno consentito di contattare sindacati attivi in numerose nazioni e di potenziarne l’intervento, rappresentano il cuore pulsante della Confederazione e devono essere messi in condizione di funzionare nel migliore dei modi, arrivando a organizzare, come già in qualche caso è stato fatto, vere e proprie vertenze che superino gli angusti confini nazionali.
Nel corso del Congresso la CIT-ICL rilancerà anche il suo appello per due giornate di mobilitazione internazionale contro il militarismo e tutte le guerre (30 e 31 ottobre 2026), appello che l’USI ha già accolto condividendone le preoccupazioni. In tale contesto infatti ha proclamato lo sciopero generale nazionale di tutto il personale dipendente pubblico e privato (trasporti esclusi) per l’intera giornata del 30 ottobre. La mobilitazione è indetta contro il militarismo, l’aumento delle spese militari, l’economia di guerra, l’esportazione di armi, la militarizzazione della società; per l’azzeramento delle spese militari, l’investimento dei risparmi derivanti dall’abbattimento delle spese militari in politiche sociali; il ritiro di tutti i militari all’estero, la smilitarizzazione della società.
Ci auguriamo un congresso costruttivo e fecondo. Che possa rafforzare la nostra lotta, la solidarietà di classe e l’azione diretta.
Buona rivoluzione a tutti e tutte! Viva l’anarcosindacalismo! Viva la CIT!







