A MODENA LA “STREET PARADE” ANTIMILITARISTA

La manifestazione antimilitarista si è svolta nella giornata di sabato 18 ottobre, organizzata dalla Libera Officina e dalla sezione locale di USI-CIT. Il documento d’indizione è riportato qui di seguito.

Ormai è chiaro che c’è una corsa al riarmo e noi siamo completamente contrari. Siamo contro le istituzioni militari, il loro sviluppo e quanto concorra all’esaltazione e alla diffusione dello spirito militaristico. Per noi l’antimilitarismo è il proseguimento della lotta alla gerarchia, all’autorità, allo stato e ad ogni forma di dominio e discriminazione. Non basta debilitare il militarismo bisogna combatterlo, eliminarlo, con la diserzione o con la propaganda sin dentro le fila dell’esercito. Chi combatte il militarismo combatte il sistema dell’autorità dell’uomo sull’uomo… essendo il militarismo la forma e l’esplicazione più odiosa della violenza autoritaria e il primo nemico della libertà. Siamo con tutti i Popoli e contro tutti i governi e quando uno stato si prepara alla guerra si fa chiamare Patria. Cosa possiamo fare? riprendere l’obiezione fiscale, dare ospitalità a tutti i disertori, boicottare le fabbriche di armi e richiederne la riconversione ad uso civile. Combattere la propaganda militarista in ogni luogo, combattere la proposta di ritorno della Leva Obbligatoria, combattere la spesa militare, perché è inaccettabile il 5 per cento del PIL in armamenti, soldi tolti alla sanità, alla scuola, alle pensioni. ‘Il nemico non è al di là della tua frontiera, il nemico cammina nelle tue stesse scarpe, mangia come te vive come te, il nemico è chi sfrutta il lavoro e la fatica di un suo fratello’. Bisogna creare gruppi di autodifesa antimilitaristi in ogni luogo, bisogna boicottare e contrastare qualsiasi iniziativa militarista. Ricordiamo Augusto Masetti che la mattina del 30 ottobre 1911 mentre si trovava nel cortile della caserma Cialdini di Bologna in attesa della partenza per la Libia, sparò un colpo di fucile contro il colonnello Stroppa, ferendolo ad una spalla, su tutti i muri d’Italia comparvero scritte: Viva Masetti, abbasso l’esercito.

Il corteo si è mosso alle 15. Lo striscione d’apertura riportava Né un Soldo Né un Soldato Contro tutte le guerre. Diversi i carri presenti con le bandiere dell’USI e striscioni antimilitaristi, circondati da manifestanti, tutti molto giovani, che si muovevano al ritmo delle musiche proveniente dai carri stessi, di gruppi musicali di rap suonato e cantato dal vivo contro il militarismo, le guerre, le spese militari, le ingiustizie sociali, contro lo sfruttamento, per le lotte di liberazione dei popoli e per l’internazionalismo.

Ci sono stati interventi in solidarietà con il popolo palestinese, contro il genocidio, contro la violenza dei coloni che continuano ad occupare le terre, di critica al finto accordo di pace che utilizza ogni pretesto per riprendere il massacro dei civili con bombardamenti a tappeto, contro la responsabilità dei vari governi, soprattutto quello italiano in prima linea. Un’auto nel corteo offriva cibo gratuitamente, gestita da Lia la segretaria nazionale di USI CIT della sezione di Modena. Il compagno Colby, tra i principali promotori dell’evento, andava avanti e in dietro al corteo per assicurarsi che tutto andasse liscio, indossando il giubbino arancione dei compagni addetti al compito del buon funzionamento. In fondo agiva una squadra di addetti a mantenere la pulizia dopo il passaggio del corteo.  

Erano presenti anche compagni da Reggio Emilia, da Parma, da Milano. Da Castel Veneto era presente Anna, segretaria della CIT, raggiante per tanta partecipazione, anche un compagno di USI venuto apposta dalla Sicilia, ma la fiumana della gioventù partecipe e festosa proveniva per lo più da Modena e d’intorni. In uno dei carri un compagno di USI, mentre suonava e cantava musica rock con la sua band, alternava musica a interventi contro la guerra, contro lo sfruttamento e lo stato, contro l’inefficienza delle riforme, per una giustizia sociale fuori dal sistema.

Il corteo terminava alle 19 entrando al Parco Ferrari, dove continuava la presenza dei partecipanti fino alla mezzanotte. La valutazione degli organizzatori dell’evento è stata quella della presenza di 10mila partecipanti che si sono visti soprattutto quando hanno riempito l’enorme parco.  Una parte dei manifestanti si sono spostati anche nello spazio di Libera Officina dove hanno continuato una presenza soprattutto musicale.

E’ stata una giornata antimilitarista quella di Modena, una importante risposta da parte dei giovani soprattutto al governo Meloni che invia i militari dentro alle scuole per educare alla guerra in difesa della patria, cioè degli interessi delle classi al potere economico e politico, prospettando ai giovani carriere militari, ma al prezzo, diciamo noi, della rinuncia a pensare con la propria testa, diventando degli zombi nella cieca obbedienza alla gerarchia.    

e. m.

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