In 4000 alla Street Parade contro il Ddl 1660

La street Parade svoltasi a Modena sabato 30 novembre 2024 ha voluto esprimere una risposta all’attacco repressivo del governo nei confronti di tutte le persone che vogliono poter esprimere il proprio dissenso e protestare per i propri diritti.

Il DDL 1660 infatti rischia di rendere illegale qualsiasi forma libertà, di espressione e di protesta.

Questo decreto infatti ha un’unica finalità reprimere il dissenso, ricordiamo brevemente alcune norme in esse in esso contenute:

  • vieta sostanzialmente ogni forma di manifestazione;
  • militarizza ogni aspetto della vita sociale;
  • criminalizza ogni forma di lotta, di rivendicazione o solo di gioia: ricordiamo che uno dei primi atti di questo governo è stato proprio il divieto ai rave.

Inoltre:

  • la lotta per la casa diventa un delitto;
  • la lotta per la difesa dell’ambiente, qualsiasi forma di lotta contro la devastazione diventa un altro delitto;
  • qualunque altra lotta diventa illegale e pertanto degna di galera.

Per quanto riguarda le galere, appunto, si accanisce contro le donne perché inasprisce il codice fascista Rocco inasprendo le pene per le detenute madri.

Questo decreto mostra la sua faccia veramente fascista senza necessità mostrare fiamme Tricolori o busti di Mussolini.

Abbiamo partecipato in tanti per combattere:

  • affinché questo DDL non diventi legge;
  • affinché la nostra voce non venga ridotta al silenzio;
  • affinché le nostre istanze possano essere espresse urlate nelle piazze.

Non possiamo permettere che chiudano i nostri spazi di libertà e le nostre piazze.

Non possiamo permettere che ci imprigionino nelle nostre case e dire che va tutto bene.

Un DDL di legge che sì vuol dire di sicurezza ma di sicurezza non ha nulla.

Pensiamo alla sicurezza sul lavoro: quasi 3 morti al giorno; il lavoro è una guerra civile.

Pensiamo alla sicurezza nella sanità dove la prevenzione e gli esami salvavita prenotabili a distanza di anni, sono tentati omicidi, spesso non sono solo “tentati” (omicidi).

La sicurezza del lavoro, dell’istruzione, dell’abitare, nel potersi riunire.

La chiamano sicurezza ma è solo repressione.

Noi vogliamo la sicurezza della Libertà e per essa lottiamo.

Lia

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