SCIOPERO GENERALE CONTRO LA FINANZIARIA E IN SOLIDARIETA’ CON LA POPOLAZIONE PALESTINESE

Di fronte alla Finanziaria che sta varando il governo, come un bulldozer che schiaccia i bisogni sociali della classe lavoratrice e della popolazione più disagiata, era necessaria la proclamazione dello sciopero generale del 28 novembre da parte di USI-CIT e del sindacalismo di base (CUB, USB, AdL Cobas, SI Cobas, Cobas, Sial Cobas).

Al salario e alle pensioni già falcidiate dal caro vita e dall’inflazione, la Finanziaria infierisce con i tagli sui servizi sociali quali la sanità, la scuola e il diritto alla casa. Tutto ciò di fronte ad un ulteriore incremento dell’economia di guerra imposto dai principali attori nella scena politica, quali la lobby dei produttori e commerciati di armi che dalle guerre traggono i loro massimi profitti. E’ anche la conseguenza della prostrazione al governo Trump che ha imposto un enorme aumento delle spese militari (in Italia progressivamente fino a 145 miliardi nel 2035) l’acquisto delle armi e del petrolio dagli USA (molto più caro).

Tutto questo mentre si continuano ad inviare armi all’Ucraina alimentando così un massacro in atto da più di 3 anni, pagando anche le armi inviate dagli USA. Come ricompensa la politica trumpiana impone dazi pesantissimi per l’importazione delle merci dai paesi europei che strozzano l’economia. Aveva pienamente ragione Trump quando prevedeva che i vari governanti sarebbero andati a baciargli il culo. E’ quello che sta avvenendo.

In questo quadro la Finanziaria viene utilizzata come una clava per colpire nei bisogni la popolazione più disagiata. Quindi la proclamazione dello sciopero generale era necessaria, malgrado le date ravvicinate dei precedenti scioperi del 22 settembre e del 3 ottobre molto partecipati, come sappiamo, al di sopra di ogni aspettativa. C’era comunque una certa apprensione per la riuscita di questa ulteriore scadenza, in considerazione di date molto riavvicinate. Abbiamo costatato che il movimento di lotta ha tenuto, con grandi partecipazioni a livello nazionale nelle principali località, soprattutto a Roma e Milano.

A Milano i sindacati di base si sono coordinati, facendo da traino alle varie aree dell’opposizione sociale, unendo le mobilitazioni dello sciopero del 28 novembre e quello del 29, proclamando una giornata di protesta internazionale a sostegno del popolo palestinese, con gli stessi contenuti nelle due giornate: contro la Finanziaria e la solidarietà al popolo palestinese. Come ampiamente previsto con l’approvazione dei finti accordi trumpiani, continuano i massacri nella striscia di Gaza da parte del governo Netanyahu, dove ogni scusa è buona per interrompere il cessate il fuoco e che continua a sostenere i coloni che rubano le terre usando violenza a chi si oppone.

I cortei promossi a Milano sono stati molto partecipati in entrambe le giornate con migliaia e migliaia di manifestanti che hanno attraversato la città, lavoratori e lavoratrici, moltissimi gli studenti e un’ampia partecipazione popolare, con quello spirito d’entusiasmo e di allegra partecipazione che è stata la caratteristica di queste mobilitazioni. Tante le bandiere palestinesi presenti. Nello spezzone del sindacalismo di base l’USI-CIT era presente con le sue bandiere.

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