Report dell’8 marzo a Milano

Nella mattinata dell’8 marzo ci si è ritrovati nello Spazio Micene dove le “Sberle”, un gruppo transfemminista che utilizza il luogo come palestra di pugilato, hanno dato indicazione per organizzare materiali per la manifestazione pomeridiana, cartelli, bandiere, striscioni. La manifestazione indetta da “Non Una di Meno” era stata annunciata per le 15 con concentramento in piazza Duca D’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. Nella mattinata le “Sberle” sono state molto attive nella preparazione dei materiali con la collaborazione di compagni presenti. Alle 12 si è predisposta una tavolata per mangiare in tempo utile e raggiungere il concentramento. Le “Sberle” hanno raccolto i materiali prodotti e si sono avviate per raggiungere, prima della partenza, la testa del corteo.

Una volta raggiunto il luogo del concentramento mi sono messo il cartello che riportava la scritta “Né Serve, Né Padrone” contro lo sfruttamento delle donne, ma anche nel rifiuto dei ruoli di potere che non vanno conquistati, ma aboliti. Non cambia niente se a comandare è una figura femminile in sostituzione di quella maschile. Figure come la Thatcher, la Meloni nell’attuale governo italiano o altre figure femminili che occupano posti di potere si uniformano agli stessi meccanismi dell’oppressione. Un cartello che ha attirato l’attenzione e molto fotografato.

Nella piazza, come convenuto, i compagni/e di USI CIT si sono coordinati con le proprie bandiere, essendo anche promotori dello Sciopero Generale in quella giornata. Abbiamo concordato di unirci ai compagni anarchici e libertari presenti dietro allo striscione che riportava “Nè Dio, Nè Stato, Nè Patriarcato”. Era presente anche la Segretaria della CIT, con la bandiera viola e simboli della Confederazione Internazionale del Lavoro dell’anarco-femminismo. Durante l’attesa nella piazza, e poi lungo il corteo, è stata l’occasione per la distribuzione/vendita di Lotta di Classe, uscita nell’occasione dell’8 marzo che tratta, oltre le mobilitazioni nei luoghi di lavoro, anche le tematiche dell’emancipazione femminile, sia nell’aspetto storico che nell’attualità. Si è atteso che il grande piazzale si riempisse. Quando è iniziata la partenza del corteo sembrava un fiume in piena che si muoveva densamente, molto vivace, molto colorato, con una stragrande presenza al femminile. Echeggiavano cori e slogan sui diritti al femminile, riportati anche da cartelli, striscioni che inneggiavano alla parità nei luoghi di lavoro e nella società, nel richiamo alla solidarietà anche internazionale, contro la precarizzazione femminile molto estesa, contro la violenza alle donne e soprattutto al femminicidio, contro tutte le guerre dove anche subiscono soprusi. La marcia è stata lenta ed il percorso lungo, attraversando la città in direzione del centro, fino ad arrivare dopo molto tempo in piazza della Scala, davanti al Palazzo Comunale, dove si sono riversate migliaia e migliaia di manifestanti e il corteo terminava. 

Enrico Moroni  

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