MANIFESTAZIONE A MILANO IN DIFESA DEL KURDISTAN

Si è svolta a Milano, nella giornata di sabato 25 gennaio, organizzata dalla rete Kurdistan, una manifestazione di protesta contro gli attacchi del regime turco di Erdogan alle Comunità Autonome del Rojava. Il quadro è purtroppo chiaro su quanto sta succedendo in quella regione. Erdogan ha da sempre contrastato quelle comunità autorganizzate in cui curdi vivono in armonia con le popolazioni presenti nel territorio sulla base del Confederalismo Democratico, della rivoluzione delle donne e della difesa dell’ambiente. Le carceri in Turchia sono piene di curdi e di oppositori. In questo momento il regime di Erdogan sta approfittando del ribaltone avvenuto in Siria, con l’occupazione di Damasco da parte delle ricostituite forze Jiadiste, suoi alleati all’interno della Fratellanza Mussulmana. Forte di questo appoggio Erdogan ha dichiarato che questa è l’occasione per farla finita con le comunità a partecipazione curda in Rojava e, dopo aver schierato l’esercito turco al confine con la Siria, sta continuando a cannoneggiare su quelle località, anche con attacchi aerei fino alla diga sull’Eufrate, causando vittime tra la popolazione e mettendo a rischio la diga stessa che alimenta l’energia elettrica e distribuisce l’acqua nel territorio. In oltre utilizza le truppe Jiadiste sul campo stanno marciando contro la città simbolo di Kobane, già liberata dalle milizie curde, determinando la sconfitta dello Stato dell’Isis.

Mentre tutto questo avviene gli USA, presenti sul campo, e le cosiddette democrazie occidentali restano immobili, perché troppo coinvolte da interessi economici e militari con il regime di Erdogan che fa parte del blocco Nato. La manifestazione, molto partecipata, si è svolta in piazza San Babila, dove si sono seguiti interventi di solidarietà. Consistente anche la partecipazione di area anarchica e di compagni dell’USI con le nostre bandiere. Il prossimo appuntamento importante sarà nella giornata del 15 febbraio con 2 manifestazioni nazionali a Roma e a Milano alle quali invitiamo i compagni dell’USI alla massima partecipazione.     

E. M.

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