LE GIORNATE DELLA MEMORIA NELLA PIAZZA DI MILANO
Quest’anno le giornate dal 12 al 15 dicembre sono state particolarmente partecipate, sia per l’ondata emotiva come conseguenza della recente morte di Licia, sia per le battaglie coinvolgenti con le mobilitazioni locali e nazionali contro il “Decreto Sicurezza” che sta introducendo il governo.
Già qualche giorno prima del 12 dicembre alcuni consiglieri del Comune di Milano hanno finalmente preso in considerazione la proposta del “Comitato una via per Giuseppe Pinelli” per cambiare via Micene, attigua a via Preneste dove Pino abitava, con via G. Pinelli che ha raccolto 5.290 firme. Un cambio che già i compagni del luogo hanno fatto e di cui si aspetta la ufficializzazione, per cui la proposta verrà discussa quanto prima dal Consiglio Comunale.
La manifestazione del 12 dicembre
Nella giornata del 12 ci è svolto, come tutti gli anni, il tradizionale corteo nelle vie del centro cittadino con i contenuti di sempre: “Valpreda innocente e Pinelli è stato assassinato” collegato con le proteste all’introduzione del DDL 1660. Il corteo è partito dal Castello di Largo Cairoli attraversando le vie del centro, passando davanti a piazza Duomo gremita di gente per l’approssimarsi delle feste, terminando a piazza Fontana, luogo simbolo di quella strage. Hanno sfilato un migliaio di partecipanti, moltissima la presenza dei giovani, con in testa le bandiere anarchiche da parte dei compagni della FAI e dei libertari più in generale. All’arrivo i compagni anarchici, posizionati con le loro bandiere dietro la lapide che ricorda l’uccisione di Pinelli, fino al momento dello scioglimento della manifestazione. Per l’occasione da parte dei compagni dell’USI CIT sono stati distribuiti i volantini che annunciavano l’iniziativa tradizionale in memoria di Pino che nella giornata del 14 dicembre si svolge nello Spazio Micene in collaborazione con la FAI milanese.
Il 14 nel ricordo di Pino e di Licia
Nella giornata del 14 dicembre, come da programma, ci si ritrova in piazza Selinunte, nelle vicinanze dello Spazio Micene, per il presidio contro “Lo Stato di Guerra” in continua espansione di conflitti a rischio di una terza e definitiva guerra mondiale. Sono le industrie di armi e del loro commercio che fomentano le guerre per realizzare enormi profitti. Al presidio canoro partecipa il coordinamento dei Cori Popolari del milanese, tra cui il Coro Micene, una presenza di quaranta elementi ai quali si sono aggiunti compagni a sostenere l’iniziativa. Il presidio è poi diventato itinerante spostandosi, sempre in forma canora, in vari punti della piazza del quartiere di San Siro, fino poi a raggiungere lo Spazio Micene, dove si svolge la continuazione del programma. Alle 18 inizia la presentazione del libro “Pino Pinelli un racconto musicale” sulla memoria cantata, presentato dagli autori Franco Schirone e Enrico Volta, narrando le tante canzoni raccolte su Pinelli da vari autori e diversi luoghi, anche canzoni su Valpreda, Saltarelli, Piazza Fontana. Alessio Lega con la sua chitarra canta accompagnando la presentazione, tra cui “Il sogno di Licia” di cui è autore, già cantata al suo funerale per la prima volta. Segue l’intervento di Silvia Pinelli nel ricordo di sua madre, leggendo anche un articolo di Licia pubblicato a suo tempo.
Segue l’intervallo con una cena conviviale da parte dei presenti.
Dal ricordo di Licia all’analisi della situazione politica
La seconda parte ha inizio alle 21 con l’intervento di Claudia Pinelli, anche lei si sofferma nel ricordo della madre Licia, sulla sua determinazione e coraggio fino a denunciare il Questore Guida per le infamie gettate contro Pino appena morto e nella ricerca della verità sulla sua tragica morte. Una donna che con fierezza ha portato avanti per il resto della vita la ricerca della verità su tutta la vicenda, senza venir meno ai doveri di madre e senza farsi stravolgere dalla vendetta.
Sono seguite altre due canzoni di Alessio Lega, ripetendo “Il sogno di Licia” e la famosa Balla di Pinelli cantata in coro da tutti i presenti. Per portare il ricordo di Pino e Licia nella situazione politica più attuale è seguito un intervento del compagno Roberto Brioschi che ha affrontato il tema – Il “nuovo” che avanza: “Un intreccio tra privatizzazioni e fascistizzazione”, in cui si afferma che l’economia ha superato il modello del Taylorismo e Fordismo e si caratterizza sempre più nella funzione della produzione e del consumo contemporaneamente nella persona, nell’arco dell’intera giornata. Ne consegue una ristrutturazione dello Stato che affida direttamente all’ “Esecutivo” il potere decisionale e legislativo. Il governo Meloni ne è l’esemplificazione nella costruzione di un regime di massima sicurezza, perseguito dai neo-fascismi e populismi europei allo scopo non solo di reprimere, ma prevenire la possibilità di una ribellione generalizzata. Ed è proprio questa ribellione che dobbiamo fomentare nell’immaginario e nella pratica di una vita giusta e gioiosa.
Dal corteo nel quartiere allo scoprimento della nuova lapide
Alle ore 22 parte il corteo di quartiere, attraversando le vie della zona, accompagnato dai canti libertari fino ad arrivare all’entrata delle case popolari dove Pino e la sua famiglia vivevano. Qui mentre tutti cantano in coro Silvia, Claudia e io stesso si toglie il drappo rosso/nero che ricopre la lapide sostituita con l’aggiunta di Licia nel testo. Con il canto del “Galeone” e dalla “Internazionale” si ritornava nello Spazio Micene per salutarci soddisfatti della bella ed emozionante giornata.
Il 15 dicembre in piazza Fontana
Ci si ritrova nel pomeriggio del 15 nuovamente in piazza Fontana nel ricordo della strage di Stato, dell’uccisone di Pino e della recente morte di Licia. Vari sono gli interventi a tema, di poesie e di molta musica, dai coristi ad artisti e cantautori tra cui Alessio Lega. Una mostra fotografica è stata allestita, di cui una parte dedicata alla zona Micene e d’intorni riproducendo anche i suoi murales di denuncia. Gli anarchici hanno organizzato un banchetto di vendita libri in una piazza gremita e molto partecipe all’evento. Il gran finale si svolge dietro la lapide storica in ricordo dell’uccisione di Pinelli con i canti di tutti i cori assieme e della “banda degli ottoni”, mentre la gente presente prende parte alle canzoni che si intonano.
E. M.







