MANIFESTAZIONE DEL PRIMO MAGGIO A MILANO
La scelta di USI CIT Milano è stata quella costruire la giornata della mobilitazione del Primo Maggio con le organizzazioni del sindacalismo di base CUB, AdL Cobasa, Sial Cobas assieme al ripristino della May Day largamente costituita dai carri organizzati dai vari Centri Sociali, ognuno scegliendo un tema specifico in cui esprimersi (lavoro precario, infortuni sui luoghi di lavoro, contro la guerra, contro la crisi climatica e per l’ambiente, contro la devastagione del suolo, contro la repressione, ecc.). Circa una quindicina i carri che sono sfilati nel corteo, molta musica dagli amplificatori, circodati da tantissimi giovani, molti che ballavano nel percorso.
Il corteo è partito da Piazzale Loreto, una piazza simbolica dove furono fucilati dai fascisti 15 partigiani a pochi giorni dalla liberazione, ma anche dove furono esposti Mussoli e i gerarchi fascisti, fucilati mentre scappavano, per meglio evidenziare la fine del fascismo. Migliaia e migliaia i partecipanti che hanno fatto un percorso di circa 12 Km. Alla testa del corteo c’erano gli aderenti al sindacalismo conflittuale, partecipi con le loro bandiere, gli striscioni e i cartelli.
L’USI CIT ha partecipato con i contenuti proclamati dallo sciopero generale, soprattutto centrati sul tema della riduzione del tempo di lavoro. E’ stato distribuito un volantino molto legato alla tematica delle origini del Primo Maggio bene accolto in particolare dai giovani. Avendo come USI aderito all’appello Global May Day dei sindcati a livello internazionale alcuni dei manifesti con quei contenuti sono stati affissi nel camion unitario dei sindacati di base, altri cartelli sono stati portati lungo il corteo.
Durante il corteo ci sono stati interventi da parte dei rappresentanti dei sindacati partecipi e di lavoratori e lavoratrici che hanno portato la loro esperienza. Anche un compagno di USI CIT è intervenuto definendo Quello attuale uno scenario inquientante dove i vari governi, sotto la spinta delle lobby dei produttori di armi, da cui traggono grandi profitti, parlano solo di guerre, di riarmo e di aumento delle spese militari, mentre si negano risorse ai salari, alle pensioni, alla sanità pubblica e alla riduzione del costo della vita. Ha parlato anche della Resistenza tradita nella sua più ampia aspirazione verso una nuova società di liberi ed eguali, contro un padronato che si era reso complice del fascismo. La conseguenza è che oggi assistiamo all’espandersi delle destre nazi-fasciste e di un governo post-fascista che promuove leggi repressive come il Decreto Sicurezza appena approvato e che è in prima fila in tutti gli scenari di guerra, dall’Ucraina al genocidio del popolo palestinese.
E’ stata anche l’occasione per ricordare l’origine del Primo Maggio e l’attualità dei suoi contenuti, evidenziando che E’ passato molto tempo dalle lotte in cui i lavoratori a Chicago nel 1887 rivendicavano la giornata lavorativa di 8 ore, per cui è urgente rivendicare con le nostre lotte la socializzazione dell’enorme sviluppo tecnologico, prodotto dalla classe lavoratrice ed usato contro di essa, aumentando i profitti al padronto e aumentando le disuguaglianze sociali. La rivendicazione della settimana di 30 ore lavorative è necessaria da subito in un proceso di liberazione da ogni forma di sfruttamento.
Ringraziamo i compagni di Bologna e la Segretaria CIT presenti che hanno parecipato alla manifestazione in cui sono stati espressi i nostri contenuti di maggior attualità.
Enrico







