Comunicato USI-CIT Educazione

 

NO alle telecamere negli asili e nelle case di riposo. NO ai tagli ai servizi sociali, di educazione e di cura.

Pretendiamo tutele per chi lavora e per chi usufruisce dei servizi, NON CONTROLLO SOCIALE!

Venti milioni in cinque anni per gli asili; venti milioni per le case di riposo: i soldi, quando vogliono, li trovano. Serviranno a mettere telecamere negli asili e nelle case di riposo, a scapito della riservatezza di minori e anziani. Lo impone una norma del decreto sblocca cantieri. L'hanno votata Lega 5 stelle PD e FI. Un pretesto come un altro per estendere il controllo capillare ad altri pezzi di società, ad altre categorie di lavoratori.

Ovvio che certi episodi di cronaca sono raccapriccianti, ma non passa nemmeno per la testa che il lavoro educativo e di cura, in una società disattenta, violenta e competitiva a tutti i costi, possa divenire di giorno in giorno più logorante ed ancora più logorante sarà lavorare sotto l'occhio vitreo della telecamera.

Basta risparmiare su stipendi, competenze e formazione di chi lavora con le fragilità sociali!

Di fronte ad un ceto politico che si chiude contro il mondo del lavoro abbiamo due armi: autorganizzazione e azione diretta.

USI-CIT EDUCAZIONE

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Comunicato USI Lucca

VERDI DI RABBIA GIALLI DI PAURA

 

Un'insegnante di Palermo di 63 anni, Rosa Maria dell'Aria è stata sospesa dall'insegnamneto perchè i ragazzi e le ragazze della classe dove insegna, hanno realizzato un video in cui hanno messo in evidenza che il Decreto Sicurezza tanto voluto dal 'sovranista' Matteo Salvini, è analogo, nei principi ispiratori a quello che il cav. Benito Mussolini fece approvare nel 1938. Decreto che venne ricordato sotto il nome di Leggi Razziali. Decreti che, in nome del fascismo perseguitarono i cittadini italiani di religione ebraica. Essi furono infatti espulsi dalle scuole di ogni ordine e grado, i libri che avevano scritto, vennero ritirati dalla circolazione. Poi cominciò la mattanza.

Quello che è successo alla collega è la continuazione dell'espulsione dalla scuola della maestra di Torino, dell'espulsione dall'università, sempre a Torino di un tecnico perchè attivo nel movimento NOTAV.

Ed è chiaro che la scuola sarà il prossimo banco di prova del governo giallo verde.

Vedi le proposte della regionalizzazione degli stipendi degli insegnanti

Le telecamere che si vogliono installare nelle scuole di ogni ordine e grado

Le campagne di stampa di alcuni giornalisti, che in nome addirittura dell'obiettività (pensa te!) propongono un controllo sul libri di testo. In particolare di quelli di storia.

 

USI LUCCA

Lorenzo Micheli

 

Vennero e portarono via gli ebrei. Quelli urlarono ma nessuno uscì fuori a difenderli.

Vennero e portarono via i rom perchè rubacchiarono. Quelli urlarono ma nessuno uscì fuori a difenderli.

Vennero ancora e portarono via gli omosessuali perchè immorali. Quelli urlarono ma nessuno uscì fuori a difenderli.

Stanotte sono venuti. Mi hanno portato via ma non c'era nessuno che mi potesse stare a sentire.

 

Comunicato USI

Cade il castello costruito attorno all’arresto di Aldo Milani

 

Il 13 maggio 2019 Aldo Milani, coordinatore nazionale del SI Cobas, processato nel tribunale di Modena viene assolto con formula piena per non aver commesso il fatto dalla accusa infamante di estorsione, per essersi intascato dei soldi in cambio di accordi sindacali.

I fatti risalgono alla fine del 2016, quando Milani fu arrestato, al termine di una trattativa con i fratelli Levoni, proprietari di una importante azienda agroalimentare, nel settore delle carni. In quel momento la notizia del sindacalista arrestato suscita grande clamore negli organi d’informazione.

Finisce così miseramente questa torbida vicenda, denunciata fin da subito per creare discredito sulle lotte del SI Cobas nel settore della logistica, a sostegno delle rivendicazioni contro il supersfruttamento  della mano d’opera in larga parte d’immigrati, sotto ricatto, e  gettare fango sull’intera area del sindacalismo conflittuale.

Colpiscono particolarmente le intercettazioni telefoniche di un responsabile della digos che comunica trionfante a padron Levoni, da buon servitore scodinzolante, di aver incastrato il responsabile del Si Cobas e messo in crisi l’intera organizzazione sindacale.

Per fortuna questi piccoli personaggi in divisa non sanno fare bene neanche il loro sporco mestiere di costruire trappole per incastrare chi lotta a fianco degli sfruttati, per cui nell’aula del tribunale la montatura si scioglie come neve al solo.

Ci fa piacere riportare il comunicato con cui da subito l’USI provinciale di Milano ha condannato il maldestro tentativo d’incastrare il coordinatore del SI Cobas e dove si esprime completa solidarietà nei suoi confronti e dell’organizzazione sindacale che rappresenta, perchè non affidiamo i nostri giudizi alle sentenze dei tribunali quali esse siano. Purtroppo, come avevamo previsto, non abbiamo visto gli organi d’informazione riportare con lo stesso clamore la notizia dell’assoluzione di Aldo Milani.

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Comunicato USI Toscana

 

Agli operai ed alle operaie precari in lotta a Pontedera

Si rompe il silenzio: un gruppo di operai di Piaggio sono saliti sul tetto della sede ASL di medicina del lavoro.

Il luogo è due volte simbolico perché si trova davanti ad un ingresso della fabbrica.

Non ci interessa il balletto dei politici accorsi ora che lavoratori usa-e-getta scelgono l’azione diretta per difendere la vita.

Esprimiamo invece la solidarietà attiva di USI Toscana ai precari di Piaggio.

USI Toscana
Costantino Borgogni
Monica Guerra
Luca Albertosi

Comunicato Stampa Usi-Parma

Pubblichiamo il comunicato stampa a seguito della partecipata assemblea indetta da USI-Parma presso la sede di via Testi, 2 (PR), il giorno 9 maggio 2019.

 

SINDACATI CONFEDERALI-COOP SOCIALI: UN CONTRATTO FREGATURA!

 

Dopo 7 anni e mezzo di scadenza del vecchio contratto e 27 mesi di trattative (condotte in segreto, e dalle quali i lavoratori e le lavoratrici sono stati esclusi/e), le centrali coop e i sindacati confederali hanno firmato una preintesa di un nuovo ccnl che è assolutamente da respingere, sotto ogni aspetto, anche se adesso, nelle rare assemblea di cui abbiamo notizia e a cui partecipano una percentuale irrisoria di dipendenti, vendono come grande vittoria: che coraggio!

Sotto l'aspetto economico, i tanti strombazzati aumenti di 80 euro a livello C1 non corrispondono a verità: vanno riparametrati per le ore effettive di contratto, e saranno divisi in tre tranche, delle quali l'unica sicura la prima di 35 euro, sulle altre due le coop possono non elargirle se dichiarano di essere in difficoltà (?).. Inoltre, i 300 euro lordi di recupero del vecchio contratto scaduto non vanno a recuperare i 2/4000 euro persi di media in questi anni. Criticabile anche il fumoso e non definito "premio di risultato", più una specie di contentino legato agli interessi delle coop e non al lavoro dei dipendenti, e per questo assolutamente non certo, anzi.

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Maggio 1969 - Maggio 2019

50 anni di LOTTA DI CLASSE

Il periodico dell'Unione Sindacale Italiana, "Lotta di Classe", compie in questo mese cinquanta anni, infatti il primo numero uscì nel maggio del 1969. Il giornale fu la continuazione naturale e ideale del precedente prestigioso organo dell'USI, "Guerra di Classe",che cominciò le sue pubblicazioni il 2 aprile del 1915 e che fu la voce dell'Unione nei grandi scioperi operai e bracciantili, nelle occupazioni delle fabbriche e delle terre, nella lotta antifascista e poi, dopo lo scioglimento violento del nostro sindacato ad opera del regime e dello squadrismo, nella clandestinità, nell'esilio e nella stagione rivoluzionaria spagnola.

Dopo il secondo dopoguerra i compagni che riattivarono l'USI, nella ripresa delle lotte del 1968, decisero di tornare a pubblicare un periodico dell'Unione. In un convegno nazionale USI (Carrara, 29-30 giugno 1968) i compagni presenti decidono un percorso di lavoro economico e redazionale per concretizzare la pubblicazione del giornale del sindacato che scelgono  di chiamare "Lotta di Classe". Una riunione allargata e specifica del comitato redazionale (nel quale vi sono compagni come Libero Dall'Olio, Alfonso Failla, Enrico Moroni ed altri) ha luogo a Carrara il 16 febbraio 1969. Finalmente nel maggio esce il primo numero. Contiene articoli redazionali e di lotta sindacale (dall'USI di Genova Sestri, dall'USI Carrara, ecc.). Un trafiletto sull'eccidio di

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Comunicato USI-Sanità Toscana

Ma L'art. 97 della costituzione?

Negli ultimi anni si assiste nel comparto Sanita' ad un conflitto consolidato tra le varie figure sanitarie, Medici-Infermieri-Operatori Socio Sanitario.

L'avanzata dei sindacati di categoria, soprattutto quello dei medici e degli infermieri, ma anche degli operatori socio-sanitari, ha per risultato che le varie figure si allontanano perdendo lo spirito di collaborazione e la comunicazione, che erano l'arma vincente per raggiungere il benessere della persona assistita e il bene comune, quindi anche il bene nostro come cittadini.

I conflitti tra le categorie sussistono, ogni categoria lotta per sè, ma le problematiche sono uguali per tutti:l'aumento dell'orario di lavoro notturno; i salari italiani al minimo rispetto agli altri paesi europei; i tagli dei posti-letto e il conseguente aumento dei carichi di lavoro; l’aumento negli ultimi anni dei casi di malasanita'; il demansionamento.

Restando nel proprio “egoismo lavorativo", le categorie fan sì che la collaborazione e l'unita' tra le varie figure  cui si assisteva negli anni passati, quando la problematica di una categoria era la problematica di altre categorie, non esistono più. Il risultato è che restiamo isolati e la Sanita' va sempre più allo sfascio consentendo ai politici liberali di trovare alibi per dire che la soluzione migliore sia una sanita' privata.

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1 Maggio 2019 - Milano

L’UNIONE SINDACALE ITALIANA IN MANIFESTAZIONE IL PRIMO MAGGIO A MILANO

Quest’anno i compagni dell’USI di Milano si sono trovati in difficoltà nel decidere come muoversi nella giornata del Primo Maggio. Pur avendo proclamato lo sciopero generale in questa giornata, come negli ultimi anni, contro la precarietà del lavoro, per la riduzione dell’orario di lavoro e soprattutto contro l’abuso del lavoro festivo anche nella stessa giornata del Primo maggio, non c’era stata una proposta unificante di quell’area del sindacalismo conflittuale con cui negli ultimi tempi ci siamo confrontati.

Il SI Cobas si è presentato con una proposta di una propria manifestazione nazionale, da tenersi a Milano, con un percorso e dei contenuti ( contro la repressione, per la riduzione dell’orario di lavoro, l’internazionalismo e l’anticapitalismo) già definiti, anche se condivisibili, chiedendo l’adesione alle altre organizzazioni sindacali e di opposizione sociale. La CUB e SGB di fronte a questa proposta già confezionata decidevano di mobilitarsi per la mattinata, nella zona di Carugate dell’hinterland milanese, per protestare contro alcune aziende di supermercati in cui si lavorava nella giornata del Primo Maggio. Poi c’era un area di centri sociali con l’adesione di alcuni rider organizzati che in una zona di Milano decidevano di riattivare la May Day con iniziative mirate alla spettacolarità e alla musica.

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1 Maggio 2019 - Parma

UN PRIMO MAGGIO ANTIFASCISTA E LIBERTARIO

 

Grazie di cuore a tutti e tutte, uno/a per uno/a!

Eravamo circa 150 al corteo (molto colorato e determinato) antifascista e libertario di USI Parma, e ben di più alla festa. Altro potremmo aggiungere ma ci basta questo: USI a Parma c'è, eccome...

Ci siamo presi ancora una volta le vie e le piazze della nostra città, per ribadire che un sindacato diverso è possibile farlo.

Il sindacalismo non si delega, l'antifascismo si pratica!

Senza accordi con padroni e potere!

1 Maggio 2019 - Firenze

Circa 300 persone hanno sfilato nel corteo del 1 maggio organizzato da USI, CUB, COBAS e COBAS-Sanità.  Molto apprezzato è stato l'intervento di Luca Albertosi che ha parlato come USI Toscana e che riportiamo di seguito per intero:

 

"La Fiat in Toscana"

Una battuta dice: “La sanità in Toscana è come la Fiat”. E’ una battuta che esprime una verità: la sanità in Toscana produce, o almeno fa circolare, una massa impressionante di ricchezza. Ma la sanità siamo NOI, noi che paghiamo le tasse, noi che lavoriamo in sanità, SIAMO NOI CHE PRODUCIAMO QUELLA RICCHEZZA, MA CE NE TORNA BEN POCA.

Nella sanità pubblica lavorano decine di migliaia di colleghi, altrettante OSS, infermiere, tecnici, impiegate amministrative, assistenti sociali, medici lavorano nella sanità privata con vari tipi di contratto. Migliaia di persone sono impegnate a trasportare i pazienti. Il settore sociale dei comuni sempre più converge con la Sanità e c’è una industria farmaceutica importantissima, che addirittura ha i suoi rappresentanti politici. In Toscana. Si studia alla scuole infermieri, nei corsi per OSS, nella facoltà di medicina toscane per lavorare nel sistema sanitario. In questo sistema complesso, c’è la LOTTA di CLASSE dall’ALTO verso il BASSO. Lo vediamo in reparto, in cooperativa, con le sanzioni disciplinari, nei carichi di lavoro, nelle buste paga nostre ed in quelle dei dirigenti pubblicate sui giornali, nell’incolumità fisica che molte di noi rischiano, MA NOI POSSIAMO CAMBIARE LE COSE PERCHE’ TUTTO E’ IN MOVIMENTO. SEMPRE.

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